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venerdì 14 novembre 2014

PARLAMENTO ITALIANO

14/11/2014
Boldrini ricorda De Gasperi, la scelta occidentale e la 
costruzione europea.
Intervento della Presidente della Camera dei deputati
"Questo incontro affronta un tema importante: il ruolo di De Gasperi in relazione alla scelta occidentale compiuta dall'Italia nel dopoguerra e alla promozione del processo di costruzione europea. Un tema che ci spinge a riflettere sulla profondità del pensiero dello statista trentino De Gasperi è una delle personalità politiche che più hanno segnato la storia italiana del Novecento, per la sua inflessibile opposizione al Fascismo e per il suo ruolo cruciale nella costruzione della Repubblica, come Presidente del Consiglio e come leader del primo partito italiano. I diversi interventi potranno illustrare con competenza i diversi aspetti della sua intensa attività politica e istituzionale.
A me preme sottolineare soprattutto la sua vocazione europeistica perché la trovo di straordinaria attualità.
Fa una certa impressione pensare al fatto che le fondamenta culturali e politiche della nuova Europa maturarono, nella mente di uomini straordinari come Spinelli, Colorni, e appunto De Gasperi, in un'Italia ancora schiacciata dalla dittatura fascista e in un continente devastato dalla guerra. Si progettavano gli Stati Uniti d'Europa, si proponevano ideali di fratellanza mentre francesi, italiani, tedeschi, inglesi cercavano di annientarsi l'uno con l'altro. Bisognava essere un po' visionari per immaginare che da quella carneficina potesse sorgere una Europa unita e senza guerre. Ma il mondo è andato avanti anche grazie alle "visioni" di persone che sapevano gettare lo sguardo oltre il quotidiano e immaginare un'altra realtà.
E' in quegli anni drammatici che si fece strada in De Gasperi la convinzione che nessuno Stato europeo avrebbe potuto affrontare da solo i problemi della ricostruzione. Questa convinzione lo pose in diretta sintonia con il pensiero di due altri padri fondatori dell'Europa Unita, Robert Schuman e Konrad Adenauer.
La morte non consentì purtroppo a De Gasperi di vedere l'ingresso dell'Italia nell'ONU, nel 1955, né i trattati di Roma del 1957. Due eventi, che possono essere considerati senza alcun dubbio frutto della sua azione ed uno dei lasciti più importanti della sua politica.
In molti lamentano l'eccessiva lentezza nel processo di costruzione dell'Europa unita. E io stessa osservo con occhio critico certe pesantezze procedurali e le resistenze di alcuni paesi a cedere quote della propria sovranità alle istituzioni comunitarie. Ma tutto questo non può impedirci di riconoscere il salto formidabile che il nostro continente ha fatto in soli settanta anni, che a mio avviso non viene abbastanza sottolineato, messo in evidenza, soprattutto con i nostri giovani: dalla guerra alla convivenza, dai bombardamenti sulle città al superamento delle frontiere interne, dai campi di sterminio alla costituzione della Corte Europea dei diritti dell'uomo. Voglio ripercorrerle con voi brevemente le tappe principali del cammino europeo, che inizia nel 1950 con la firma a Roma della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, e prosegue con la nascita della Comunità europea del carbone e dell'acciaio e con l'istituzione della Comunità Economica Europea.
Poi le prime elezioni dirette del Parlamento Europeo, la nascita del programma Erasmus (che tanto sta incidendo nella consapevolezza europeista dei nostri giovani: si parla addirittura di "generazione Erasmus"), gli accordi di Schengen, il Trattato di Maastricht, che fonda l'Unione Europea, e infine la messa in circolazione, il 1 gennaio del 2002, della moneta unica europea.
E ci tengo a ricordare con quanta determinazione non solo le istituzioni ma i cittadini italiani si impegnarono perché l'Italia fosse presente da subito nell'area dell'Euro. Fu uno di quei momenti in cui il popolo italiano ha saputo dare il meglio di sé, in quanto a generosità, consapevolezza, slancio ideale.
E' stato un percorso non privo di ostacoli, ma che non si è arrestato. E' andato avanti non perdendo mai di vista l'obiettivo da raggiungere, che lo stesso De Gasperi in un discorso al Senato nel 1950 riassumeva con queste parole: "Agire per la pace, promuovendo e favorendo la progressiva solidarietà e l'unificazione dei paesi europei, in tutte le forme e in tutti i settori possibili, fino alla creazione di un vincolo federativo".
Adesso, però, siamo nel guado. Un grande sforzo è stato compiuto in questi decenni. Ma non abbiamo ancora raggiunto l'approdo di questo importante cammino. Questo passaggio dobbiamo farlo, quel traguardo, che i "visionari" di tanti anni fa chiamavano gli Stati Uniti d'Europa, va raggiunto, altrimenti prevarranno le spinte alla disgregazione e la demagogia populista. Anche nelle recenti elezioni europee abbiamo visto quanto sia diffusa la sfiducia dei cittadini e quanto facciano presa parole d'ordine antieuropee. A tutto questo non si risponde frenando ma al contrario procedendo ancora più spediti nella costruzione europea. Allo scetticismo si risponde non prendendo tempo, ma con più Europa. Ma una Europa democratica, non tecnocratica, partecipata, trasparente, legittimata sempre di più dal voto dei cittadini. Un'Europa che sia sempre più espressione dei popoli, non solo dei governi.
Ci vuole coraggio, spirito di servizio e visione del futuro: ci vuole che - come esortava a fare De Gasperi - non pensiamo solo alle prossime elezioni, ma alle prossime generazioni. Sono proprio queste le qualità che hanno fatto tanto apprezzare una personalità politica come la sua.
Per De Gasperi, la costruzione dell'Europa unita è stato un obiettivo da raggiungere innanzitutto per garantire i supremi valori della pace e della democrazia.
Questo obiettivo costituisce per il Parlamento italiano di oggi una priorità assoluta. Lo testimoniano anche le numerose iniziative interparlamentari che si stanno svolgendo alla Camera dei deputati, così come al Senato, in occasione del semestre di Presidenza italiana dell'Unione europea. In particolare, qui alla Camera abbiamo voluto focalizzare l'attenzione sui diritti fondamentali, che sono fattore costitutivo dell'identità stessa dell'Europa; e, in questo ambito, dedichiamo una specifica elaborazione al tema dei nuovi diritti, quelli connessi alla Rete e al nostro essere oggi cittadini digitali.
Signore e signori, gentili ospiti, considero molto importante che si ricordi la figura di De Gasperi in tempi come questi, nei quali siamo costretti a registrare una diffusa sfiducia dei cittadini nei confronti della politica e anche, purtroppo, delle istituzioni. Purtroppo questa sfiducia è stata alimentata da episodi di corruzione e da comportamenti illeciti che hanno visto come protagonisti nel corso degli anni non pochi esponenti politici. Ma oggi però c'è la tendenza a generalizzare, come se tutti i politici fossero corrotti e la politica in sé una cosa sporca dalla quale stare lontani. Io combatto questa generalizzazione, perché è falsa - la generalizzazione è davvero la tomba della verità - e perché la storia dimostra che può esistere la buona politica, onesta e animata da grandi valori.
Anche per questo è attuale l'esempio di Alcide De Gasperi e bisogna ricordarne la serietà personale, la coerenza ideale e politica, la sobrietà che diveniva scelta di vita, la saldissima fede democratica e parlamentare.
Insomma, l'idea della politica vissuta come servizio ai cittadini e non come mezzo per la soddisfazione di interessi particolari".